Il territorio dei monti Sabatini fu frequentato dall'uomo sin dai tempi più remoti...

Nel corso del 1978 fu recuperato sul fondo del lago un "raschiatoio" tipo di utensile dell'era Paleolitica, il reperto risale a circa 40.000 anni fa; altre presenze primitive risultano rinvenute nel vicino bacino di Baccano. Tra le due Età del bronzo e del ferro le tracce di insediamenti umani diventano sempre più considerevoli, anche se manterranno la caratteristica di piccoli villaggi, le cui esistenze resteranno legate alle vicende che accompagneranno le popolazioni veienti e romane. Il Villanoviano prende il nome dalla necropoli di Villanova presso Bologna, la prima del genere ad essere studiata in Italia.

Tipico di questa cultura era la sepoltura: i corredi funebri rivelarono ben presto che questi sepolcri erano di gran lunga più antichi delle ricche tombe del periodo etrusco. Le tombe più antiche consistevano di pozzi circolari profondamente scavati nella roccia.

Gli oggetti di corredo erano collocati accanto al cadavere o all'interno di una cavità ricavata sul lato della fossa.
Esso comprendeva oggetti metallici, gioielli e materiali preziosi.
Un esempio che rivela l'importanza della cultura Villanoviana, si manifesta nella nostra regione dagli scavi dei "quattro fontanili" al Veio.

La più importante testimonianza etrusca è sicuramente attribuibile all' imponente tagliata viaria che mette in comunicazione la valle dI Baccano con il lago di Martignano riferibile al Vll sec. A.C.

Dopo la caduta di Veio (396 a.C.) il nostro territorio fu teatro di violenti scontri che portarono alla sconfitta degli etruschi.
Vediamo in questa fase un progressivo ripopolamento che ha il suo apice con l'età imperiale. Ad est di Martignano vediamo sorgere la Mansio (I° sec. d. C.) quale fondamentale crocevia della viabilità romana, ed il fiorire di numerose ville signorili tra cui spicca la villa imperiale dei diversi siti come la Sasseta, la Sassaieta, sul nostro versante, presentano tracce d'insediamenti rurali riferibili al periodo. Altre presenze sono segnalate un po' ovunque sui colli che s'affacciano sul bacino lacustre.
A sud ovest dello specchio d'acqua, si segnala una villa romana attualmente sommersa a circa due metri di profondità dalla superficie, ove sono stati raccolti diversi materiali probabilmente appartenenti al sito, tra i quali frammenti di mosaici di tegole e di vasi d'impasto.

La bellezza dei luoghi doveva essere tale che lo stesso imperatore Settimio Severo vi fece edificare una splendida villa.
I romani chiamarono il lago "Alseatinus" e ne convogliarono le acque a Roma.
Fu per volontà di Augusto che nel 2 a.C. ebbe luogo la realizzazione dell'acquedotto Alseatinus, un'opera che dal lago di Martignano, attraverso un percorso di 33 Km raggiungeva la zona di Trastevere e fu usata per allagare piazza San Cosimato per svolgervi le naumachie.
L'imbocco dell'acquedotto, situato a circa 12 metri dal livello attuale del lago, è ispezionabile per i primi 100 metri.


 
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