Scopriamo il lago di Martignano

Situato sul fondo di un edificio vulcanico facente parte del gruppo dei monti Sabatini, il lago di Martignano, pur essendo uno tra i più piccoli bacini vulcanici del Lazio, presenta però un notevole interesse da un punto di vista naturalistico, anche grazie al relativo isolamento della zona.
L'assenza di strade litoranee e di rilevanti insediamenti umani, permettono a tutt'oggi la conservazione di un ambiente naturale ricco sia fIoristicamente che faunisticamente.

Il bacino è formato da due crateri, mentre un terzo è riconoscibile nel settore nord-occidentale (Stracciacappa).

Le sponde scendono rapidamente e con regolarità verso un pianoro centrale situato tra i 50 e i 60 metri sotto il livello dell'acqua.
Il lago non ha emissari; esso ha un'area di Kmq 2,440. La profondità massima è di circa 60 metri. Compreso entro i territori di Campagnano, Roma e Anguillara il piccolo lago è in posizione elevata rispetto al lago di Bracciano avendo un altitudine media sul livello del mare di m. 207 contro i m. 155 dell'altro. Si presenta con una forma regolarmente ellittica e non avendo emissari, il ricambio delle acque è prodotto soltanto dalla pioggia.

Le bonifiche, prima romane e poi dell'800, hanno prosciugato gli alvei dei vicini laghi di Baccano e Stracciacappa. Ambiente acquatico è definito l'insieme di tutte le masse di acqua, siano correnti come fiumi e torrenti o ferme come laghi e paludi. La vita in esso è condizionata da due parametri fondamentali: temperatura e composizione chimica.
Analisi della composizione chimica dell' acqua hanno evidenziato tracce di salinità, pur se relative, maggiori rispetto alla norma degli altri bacini lacustri. Secondo una teoria geologica le sedi dei crateri, vulcanici dei monti Sabatini, al termine della loro attività eruttiva, sarebbero sprofondati sotto il livello del mare e successivamente riaffiorati per effetto dei terremoti.

L'acqua raccolta in questi bacini sarebbe stata originariamente marina e tracce di salinità si conserverebbero ancora, dato il lento ricambio, con effetti sulla flora e sulla fauna del lago.

La vegetazione nel lago, lungo le sponde e all'interno, presenta una formazione abbastanza tipica e poco intaccata dalla presenza umana: all'interno vivono piante sommerse (come ipotamogeti e i miriofili), seguite, verso la riva, da piante galleggianti (ninfee e lenticchie d'acqua), da piante completamente emerse (canne, gli equiseti, il crescione, ecc.) e, sulla sponda, a ridosso di queste zone si forma una vegetazione arborea igrofila, cioè amante dell'umidità, rappresentata dai salici, pioppi e ontani.

 
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